IL TESTIMONE E IL RICORDO DI SE. UNA VIA PER IL RISVEGLIO

Il discepolo chiede a Gesù:  “Maestro mio, come fu inventata la morte? Come fu inventato il male?”

“Ascolta Tommaso. Dio e’ coppia: Sposa e Sposo. Tutto quello che è vivente è coppia. L’uomo credette uno ciò che era soltanto metà. Vide in Dio il Padre e rifiutò la Madre. Questo è l’errore diabolico. La vita fu spezzata in due parti, il Bene e il Male. Una metà dell’infinito Bene fu creduta Male. Così anche l’uomo fu spezzato: si vergognò di una parte dei suoi pensieri e li nascose. Ecco, Tommaso, come fu perduto il Regno. Era il Regno della felicità ma l’uomo non ne fu degno, perché amò il dolore e respinse la Saggezza. Da allora la Sposa soffre, lontana dallo Sposo, e il Regno è vuoto. Hai capito perché è avvenuto questo?”

“Sì mio dolce Maestro. Perché prima eravamo uno e poi siamo diventati due.”

“E ora che siete due, cosa dovete fare?” ” dobbiamo farci uno nello Spirito, ricostruendo con te che sei Amore, la perfetta trinità, perché  Tu risiedi nel cuore delle coppie che sono nel Tutto.”

Dal Vangelo di Tommaso

Coptic Museum, Old Cairo, Egypt.

Il ritorno all’ Uno o “Risveglio” rappresenta quindi la vera  essenza di tutte le tradizioni spirituali che si esprimono con tecniche e principi filosofici diversi chiamate anche vie

Una di queste vie di Risveglio, descritta dal grande filoso e mistico Gurdjeff, è incentrata sul lavoro del “Ricordo di se” o anche presenza.

Per cercare di comprendere In due parole in che cosa consiste si può provare  ad immaginarsi mentre si guarda un film,  un evento sportivo o si legge un libro, in questa stato la nostra coscienza è totalmente assorbita dall’ azione che stiamo svolgendo dimenticandosi di se  stessa.

La tecnica consiste del cercare di portale l’attenzione anche a se  stessi mentre si fa un’ azione per esempio lavarsi i denti la mattina o fare una passeggiata, applicando quella che viene definita “ attenzione divisa” ovvero ricordarsi di se stessi mentre si agisce.

E’ una cosa completamente innaturale perché siamo completamente identificati con il nostro apparato pscicofisico, e all’inizio è estremamente difficile, ma piano incominciando ad agire praticando semplici esercizi , si viene a creare un’entità psicologica chiamata il “Testimone” che osserva  se stesso.

Una volta creata con molta dedizione ed impegno questa entità è poi possibile procedere sul cammino di entrare in contatto con la propria anima , la cui essenza è completamente celata  dal proprio IO o personalità di materia. La cos a estremamente positiva di questo percorso è che per seguirlo  non occorre rinchiudersi in un convento o in un asram ma si può provare a metterlo in pratica nella vita di tutti i giorni in quella che viene anche definita “ Alchimia Quotidiana” attraverso semplici tecniche ed esercizi che portano ad una vera trasformazione interiore.

Per chi volesse approfondire questo percorso veramente trasformativo , la presenza è una delle  medicine più  potenti in grado di sciogliere anche i blocchi più intricati e dolorosi , si  possono  leggere i testi , oltre al sopra citato Gurdjeff, di Salvatore Brizzi,  Anthony de Mello, Eckhart Tolle E.J. Gold  e del monaco buddista Thic Nhat Hanh.

Di seguito si riporta una brano di un  grande maestro del secolo scorso sull’ osservazione di se stessi e sul Testimone.

Buon Risveglio

cont

 

“Essere inconsapevole delle tue azioni, dei tuoi pensieri, delle tue sensazioni genera la buia notte della tua anima.

Allorché sei consapevole di tutti e tre questi strati del tuo essere… il pensiero è il livello più superficiale, la sensazione è un po’ più profonda, poi segue l’essere: l’ultima cosa che devi dissolvere nell’Assoluto.

Il processo per sviluppare la consapevolezza è semplice, ed è sempre lo stesso: osserva, sii un testimone, guarda i tuoi pensieri senza alcun giudizio, senza alcuna condanna, senza valutarli. Infatti, nel momento in cui emetti un qualsiasi giudizio, favorevole o contrario, positivo o negativo, non sei più un testimone: sei già diventato parte del processo di pensiero.

Resta silenzioso, e guarda semplicemente qualsiasi cosa scorra sullo schermo della tua mente, nello stesso modo in cui guardi un film. Ricorda semplicemente che sei solo un osservatore.

E quando avrai avuto successo, rispetto al primo livello, questo stesso processo ti permetterà di vedere le tue sensazioni, una realtà ancora più sottile. D’altra parte, una persona in grado di vedere i pensieri, restando un testimone silenzioso dei processi mentali, acquisisce automaticamente l’abilità di gestire questo secondo passo: molto presto sarai in grado di vedere le tue sensazioni, i tuoi sentimenti, i tuoi stati d’animo, le tue emozioni.

E allorché ti troverai al di là del secondo livello, potrai affrontare il terzo: è la dimensione più profonda del tuo essere, la sensazione di “io”, la tua separazione rispetto all’universo. In realtà, tu non sei mai separato dal Tutto, neppure per un istante, non puoi esistere in quanto entità separata: sei in sintonia con l’esistenza in tutti i modi possibili; tra te e l’esistenza esistono migliaia di ponti, infinite connessioni.

Ebbene, ora osserva questo silenzio, questa “è-ssenza”, questa sensazione di “io sono”: osservala semplicemente. Non esiste altro da osservare, se non questo confine infinitesimale che ti avvolge. Allorché osservi i pensieri, scompaiono. Allorché osservi le sensazioni, scompaiono. Allorché osservi l’essere, non sei più un’entità separata. Resta solo il testimone, e questa è la tua realtà eterna. Questa realtà non ha nulla a che vedere con te: è universale. Il tuo essere un testimone e il mio non sono realtà separate.

Ovunque accada questo processo testimoniante è sempre la stessa realtà che si manifesta. Non conosce alcuna distanza rispetto allo spazio né rispetto al tempo. Per il testimone non esiste alcuno spazio, né tempo: non ha limite alcuno.

Prima di arrivare a questo livello, ogni altra realtà è tenebra: la buia notte dell’anima. Il tuo arrivare a questo essere un testimone è l’inizio dello splendido giorno dell’anima: è un’alba che non conosce tramonto.

Tuttavia, il semplice ascoltare le mia parole non servirà. Dovrai praticare tutto questo, quanto più possibile. E questo esercizio non richiede affatto un tempo separato dalla tua vita quotidiana. Non è minimamente previsto che tu stia seduto per un’ora, o per venti minuti, e che tu sia un testimone. Se hai tempo, puoi sederti in silenzio ed esercitarti a essere un testimone, ma non è affatto necessario, in quanto prerequisito. Puoi benissimo continuare a fare il tuo lavoro, e al tempo stesso essere un testimone, esercitarti nell’osservazione imparziale e distaccata.

L’intera pratica tende a renderti un testimone sempre più saldo in questa osservazione imparziale, in modo che acquisti la capacità di perdere tutte le identità. E solo una persona forte e molto salda può perdere tutte le identità. Ed essere nel silenzio assoluto… esiste una luce, una luce che non ha avuto alcun principio e non avrà mai una fine. Questa luce ti appartiene, devi solo rivendicarne il possesso.

Inoltre, ricorda: questo sforzo non è complesso e difficile, non è qualcosa di arduo, come le religioni ti hanno sempre ripetuto. Mentre cammini per strada, qual è il problema? Perché non potresti osservare semplicemente il tuo camminare? Ciò che conta non è l’oggetto della tua osservazione, la cosa importante è essere un testimone imparziale. Qualsiasi cosa aiuta il rafforzarsi della tua energia testimoniante.

Mentre osservi uno splendido tramonto, non perderti e basta, non dimenticare te stesso. Ricordati che tu sei solo colui che osserva. Questa osservazione può dilatarsi a tutte le ventiquattr’ore, senza che qualcuno sappia che stai facendo qualcosa. La religione non è qualcosa di cui il mondo debba esserne a conoscenza; è qualcosa che devi fare all’interno di te stesso. Inizia da questo istante-Questo silenzio sconfinato. Qui sono presenti migliaia di persone, ma è come se non ci fosse nessuno… sii un semplice testimone.

Il richiamo lontano di un aeroplano… resta un semplice testimone. Ebbene, continua a praticare la stessa osservazione imparziale con qualsiasi cosa fai: mentre mangi, mentre fai una doccia, mentre lavori in giardino, nei campi. Non importa ciò che fai, ciò che conta è il fatto che il testimone sia sempre presente. All’inizio te ne dimenticherai molto spesso, perché per molte vite non sei mai stato un testimone, sei sempre stato coinvolto nel tuo agire. Dunque si tratta solo di una vecchia abitudine, e le vecchie abitudini sono dure a morire; ma di certo muoiono!

Tutto dipende da te. Più lo rendi un processo, praticamente simile al respiro… continui a fare di tutto, eppure respiri! Non smetti di respirare solo perché stai scavando una buca per terra… ebbene, l’osservazione imparziale deve diventare del tutto simile al respiro. Di fatto, si tratta del respiro dell’anima universale, dentro di te. E nel momento in cui avrai assaporato un solo istante ciò che significa essere universali, sarà spuntata l’alba della vita: l’oscura notte dell’anima è superata.”

Osho – Tratto dal libro: “La verità che cura”.

osho

 


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